lunedì 5 gennaio 2015

Watch_Dogs - Recensione (Multi)



8.0
Hacking ben implementato
Chicago è davvero splendida
Tante ore di gioco
Online con meccaniche divertenti 

Personaggi piattissimi
Trama insesistente
Sistema di guida non perfetto


Presentato durante l’E3 2012 Watch Dogs, ha saputo in questi due anni far parlare molto di sé, sia nel bene che nel male, Ubisoft ha promesso molto e probabilmente la decisione di farlo uscire anche su old-gen ha tarpato le ali ad un titolo molto ambizioso che comunque ha saputo centrare in pieno il suo obiettivo: interagire e controllare la città di Chicago attraverso l’hacking in un free roaming solido, divertente e in alcuni punti davvero fresco da giocare. 

Chicago, qui! 
La storia prende il via durante un tentativo di furto tramite l’hacking, le cose ovviamente non vanno come pianificato e il protagonista, Aiden Pearce, viene attaccato da dei sicari che nell’incidente provocato, uccidono sua nipote di sei anni, la trama è una classica storia di vendetta ambientata in una Chicago dove il sistema ctOS permette, attraverso un unico sistema operativo, di organizzare e controllare tutta la vita della città. Aiden è un hacker ed è quindi in grado di interfacciarsi con questo sistema e di controllarlo per usarlo a suo favore, durante le circa 15 ore necessarie a completarla, la campagna alterna momenti davvero ben fatti ad altri gestiti frettolosamente e qualche missione e filmato in più avrebbero sicuramente dato maggior spessore a personaggi che in alcuni punti sembrano un po’ buttati lì. 


Nessuna informazione è al sicuro 
Il perno intorno al quale ruota l’intero gameplay è l’hacking, esso è utile durante la libera esplorazione, ad esempio hackerando i civili per scoprire i retroscena delle loro vite o rubandogli i soldi nel conto in banca, oppure infiltrandosi negli appartamenti ed osservare cosa combinano durante la vita quotidiana. 
Negli inseguimenti invece il telefono ci tornerà utile hackerando i semafori per creare incidenti e ostacolare gli inseguitori, facendo esplodere i condotti del gas e manomettendo i dissuasori del traffico; nelle sezioni stealth l’hack permette addirittura di completare interi livelli senza muoversi ma solo sfruttando le telecamere e l’interazione con lo scenario, inoltre sarà di grande aiuto perché permette di segnare la posizione dei nemici, creare trappole e disabilitare i rinforzi. La padronanza delle meccaniche risulta fondamentale e il suo impego nelle varie soluzioni e situazioni, contribuisce a rendere il gioco fresco e vario per molto tempo. 


Una città che vive
La Chicago virtuale all’interno della quale ci muoveremo è davvero “viva” e credibile, ogni cittadino ha una propria routine, seppur col passare del tempo non risultino granchè varie, la propria storia e si comporterà contestualmente al comportamento del giocatore contribuendo all’atmosfera ed all’immersività, ogni tanto poi se vi prenderete tempo a passeggiare nelle sue strade Chicago vi potrà regalare delle chicche davvero esilaranti ed interessanti, a noi è capitato di veder esplodere una stazione di benzina e dopo qualche istante si sono sentite le sirene dei vigili del fuoco che sono arrivati a spegnere l’incendio. 
La grandezza della mappa è buona, ogni quartiere è ben riconoscibile e la città è ricca di cose da fare, si passa dai minigiochi più basilari ai trip digitali che sono dei veri e propri giochi nel gioco; a corredo della campagna principale ci sono tantissimi compiti secondari come: missioni d’investigazione, corse d’auto, missioni dove bisogna ripulire i covi delle bande, terminali da hackerare e crimini casuali da sventare, più molte altre cose che vi lasciamo scoprire da voi, i contenuti non mancano e noi ci abbiamo impiegato circa 70 ore a completarlo con un indice del 75%. 


Sparatorie e macchine
Il feeling è quello di uno sparatutto in terza persona, con tanto di sistema di coperture molto ben integrato e fluido, si possono scegliere diverse armi e gadget in qualsiasi momento mediante un menù circolare, ci sarebbe piaciuto poter mettere in pausa durante questi momenti perché specie nelle fasi più concitate, risulta davvero difficile scegliere l’arma o il gadget adatto. 
Durante l’esplorazione a piedi il gioco risulta molto più fluido da giocare rispetto ai suoi concorrenti diretti, la guidabilità dei mezzi invece necessita di un periodo di adattamento, e ogni auto ha le proprie caratteristiche facendo sì che troverete molto presto la vostra preferita, le auto si acquisteranno attraverso l’apposita applicazione, peccato che il sistema economico del gioco sia sbilanciato e vi ritroverete con montagne di dollari che non saprete come spendere. 
Ma non è tutto qui: Watch Dogs infatti è provvisto di un corposo comparto upgrade del personaggio con tanto di albero delle abilità e skill migliori da sbloccare ai livelli più avanzati, che spaziano da una migliore guidabilità alla rigenerazione istantanea della concentrazione (bullet time), fino alla ricarica più rapida per armi ed una maggiore quantità di esplosivi. 

Ho il giubbotto più realistico della storia dei VG!
L’aspetto grafico è quello su cui ci sono state le critiche più pesanti, ma in realtà su console nextgen il gioco complessivamente è un bel vedere, rimangono gli elementi derivati dalla natura cross gen del titolo come i riflessi messi a caso sui grattacieli, compenetrazioni poligonali, e problemi di fisica e ragdoll, ma il tearing assente ed un’esperienza fluida, ancorata ai 30fps, fanno di Watch Dogs un gioco bello anche da guardare. Specialmente il gioco da il meglio di sé alla sera e durante i temporali: la città acquista un’atmosfera davvero unica grazie anche all’incredibile resa della pioggia e alle tantissime luci della città; ottimi anche i tessuti che sono ricreati davvero bene, i personaggi invece non vantano di una grande espressività ma sono animati degnamente; nota di merito per la realizzazione dell’acqua. 
Il comparto audio è ben fatto con un buon campionario di musiche di sfondo ed un’effettistica nella media; ottimo il doppiaggio in italiano davvero immersivo e ben recitato.


COMMENTO FINALE:
Watch Dogs forse non è il titolo che tutti si aspettavano, ma è un ottimo gioco, un free roaming molto vario e longevo, con il plus di un comparto online divertente e diverso dal solito, anche se minato da problemi di netcode; peccato che la cura riposta nella realizzazione della città non sia stata la stessa per quanto riguarda la trama che presenta molti personaggi solo abbozzati, altrimenti avremmo davvero un gioco da ricordare; i maggiori difetti sono una ripetitività fisiologica vista la durata del titolo e alcuni bug che compaiono durante il giocato, ed in generale le mancanze sono dovute alla natura cross gen, abbiamo tra le mani comunque un gioco per certi versi diverso ed ispirato, che con un po' di coraggio in più avrebbe potuto settare nuovi standard, il divertimento offerto è elevato ed anche la durata, se da un free roaming cercate qualcosa di diverso e non vi pesa un po' di ripetitività WD è il gioco che fa per voi.

Murdered: Soul Sospect - Recensione (Multi)



6.0
Qualche idea interessante
Buon sistema investigativo

Longevità scarsa
Diverse idee non sfruttate

Il genere Avventura non ha mai trovato terreno fertile in un mercato console dominato dai generi più comuni, Murdered: Soul Suspect, prova a rimescolare le carte creando una formula che mischi azione e avventura ad una struttura progressiva di enigmi. Sviluppato da Airtight Games e pubblicato da Square Enix, il gioco è disponibile per per Microsoft Windows, PlayStation 3, PlayStation 4, Xbox 360 e Xbox One. Il tema principale del gioco è il paranormale, in quanto si basa su uno stato di equilibrio tra la vita e la morte gestito magistralmente dagli sviluppatori. Durante la nostra avventura infatti, potremmo incontrare altre persone che vivono in questo stato e diventare protagonisti delle loro storie e, se vorremmo, potremmo anche aiutarli, immedesimandoci sempre di più nella fitta trama del gioco. Il gioco, inoltre, propone tantissimi collezionabili che, se raccolti, andranno ad aumentare le proprie conoscenze sui più intricati dettagli di questa piccola città. Una nota sicuramente negativa in questo senso è la completa assenza di una mappa di riferimento, praticamente indispensabile in un gioco del genere.


Fantasma per gioco

Il titolo, narra le gesta di un detective di nome Ronan O'Connor che, durante una personale indagine, viene ucciso a sangue freddo da un serial killer che sta terrorizzando la cittadina di Salem. In seguito a ciò, il protagonista sarà costretto a vagare per la città sottoforma di fantasma fin quando non riuscirà a trovare il suo assassino e a rimettere finalmente in ordine la sua vita. Come si può facilmente intuire, i pretesti per una storia magistralmente narrata ci sono tutti e i vari personaggi sono caratterizzati egregiamente. Durante il gioco, incontreremo una ragazzina di nome Joy, che dovremmo aiutare a risolvere i suoi problemi e lei, in cambio, ci aiuterà ad andare avanti nel nostro caso. La ragazza quindi, si rivelerà fondamentale per Ronan, in quanto è l'unico collegamento con la vita reale che possiede. Il gioco però, risulterà essere molto corto in quanto serviranno appena 8 ore per portarlo a termine al 100% e questo, per un titolo che si basa prevalentemente sulla componente narrativa, non è certo un punto a favore.


Un gioco di enigmi

La struttura principale del titolo si basa su un sistema di enigmi ben congeniato. Avremo il classico tacquino che non può praticamente mancare ad ogni detective che si rispetti. Il nostro compito sarà quello di esplorare a fondo la scena in cui ci troviamo e, grazie ai vari indizi raccolti, trovare la risposta alle varie domande che ci permetteranno di andare avanti nel racconto. Oltre a ciò, saremo sempre a contatto sia con il mondo dei vivi che con quello dei morti, e ciò ci porterà ad affrontare degli ostacoli che potranno essere superati grazie alle varie abilità che Ronan apprenderà nel corso della sua avventura. Come avete potuto intuire, questa struttura ad enigmi a lungo andare potrebbe stancare e purtroppo così è. Il gioco infatti, risulta molto ripetitivo considerando anche la breve durata dello stesso. Un pizzico di varietà viene aggiunta grazie alle sezioni in città in cui dovremmo andare da un edificio ad un altro e alle sezioni di combattimento, molto scarne, che si basano semplicemente sulla pressione di un tasto alle spalle del nemico. Il nostro protagonista, infatti, sarà perennemente seguito da alcuni demoni che vogliono eliminarlo definitivamente e noi dovremmo nasconderci nella nebbia per evitare di essere visti, per poi eliminarli in modo stealth alle spalle. Queste fasi, risulteranno abbastanza facili e ripetitive a lungo andare, infatti il giocatore tenderà quasi a saltare queste sezioni andando semplicemente avanti verso l'obiettivo.


Tutto il resto è noia

Il comparto tecnico del gioco non è per niente di eccezionale e può tranquillamente passare in secondo piano. Gli ambienti infatti, nonostante la loro discreta varietà, risultano essere realizzati con superficialità e con mancanza di cura. Da sottolineare inoltre caricamenti di texture con il passaggio da una zona ad un'altra e vari problemi di compenetrazione poligonale tra il protagonista e i vari ambienti di gioco. Da non sottovalutare inoltre il più che discreto doppiaggio in italiano.


COMMENTO FINALE:
Murdered: Soul Suspect è un gioco sufficiente, riservato prevalentemente ai fan del genere, che potranno apprezzare la storia narrata chiudendo un occhio davanti ai vari problemi che lo caratterizzano. Il titolo risulta essere una ventata di aria fresca in un settore caratterizzato prevalentemente da altri generi. Consigliato anche a chi vuole provare qualcosa di diverso, potrebbe non rimanere deluso.

Assassin's Creed IV: Black Flag - Recensione (Multi)


7.5
Atmosfera caraibica ottima
Le battaglie navali portano freschezza
Molti contenuti secondari

Soliti problemi di combat system
Gestione della nave poco approfondita
Poca varietà

La saga di AC dal 2009 continua a presentarsi ogni anno con una nuova iterazione, dopo il mediocre terzo capitolo ecco arrivare AC IV: Black Flag, che ci porta nelle calde acque dei caraibi nei panni del pirata Edward Kenway, un uomo alla ricerca di fortune e facili ricchezze nel nuovo continente. La formula di gioco è immutata rispetto ai predecessori, rimane lo stesso sistema di esplorazione senza però la possibilità di scalare le rocce vista nel terzo capitolo, rimane lo stesso sistema di combattimento, il centro del gioco però è diventata l’esplorazione navale, le battaglie tra velieri sono state espanse e approfondite in questo quarto capitolo, la nave ora può essere potenziata in tantissimi modi e per le migliorie più avanzate sono necessari dei progetti che si trovano sparsi per il mondo di gioco.

Passato e presente
Le parti nel presente sono state pesantemente modificate, ora si svolgono all’Abstergo Enterteinment, un’azienda delle Abstergo Industries che si occupa dello sviluppo di film e videogames, sono fasi puramente esplorative in prima persona dove si farà luce su alcuni avvenimenti vissuti nell’animus. La trama orizzontale è veramente troppo diluita e raccontata in maniera leggera per risultare avvincente, senza contare che il nuovo protagonista non pronuncia nemmeno una parola ed è solo un burattino che si lascia comandare per tutto il gioco. Per fortuna la trama nel passato riesce ad intrattenere e spinge ad andare avanti, anzi, probabilmente è l’unico motivo per andare avanti nel gioco oltre che per ammirare ed esplorare le splendide isole del gioco. Già perchè il gioco è forse addirittura più semplice dei suoi predecessori e può essere terminato senza acquistare nemmeno un potenziamento per il personaggio o una spada nuova, discorso a parte invece per la Jackdaw, la nave di Edward, che va potenziata al massimo per riuscire a cavarsela bene nelle battaglie, soprattutto contro le temibili ed impegnative navi leggendarie.

Vita da pirata
Le cose da fare in ogni isola o città che esplorerete sono molte, seppur pecchino di varietà, e spaziano alla classica ricerca di frammenti dell’animus, a testi di canzoni che la ciurma canterà lungo le traversate marittime, fino alla caccia agli animali; ci sono inoltre missioni secondarie di assassinio, forti da conquistare, relitti da esplorare e navi bersaglio da catturare, tutte queste attività per essere completate al 100% richiederanno sulle 40 ore di gioco, che se vi lascerete catturare dall’ottima atmosfera del titolo scorreranno via piacevolmente, mentre i non amanti della saga che comunque vogliono giocare il titolo forse sarebbe meglio che si concentrino sulle missioni principali che risultano comunque interessanti e abbastanza ispirate.

Assassini in spolvero 
L’edizione per console next gen risulta un mero porting e non brilla di certo per il lato tecnico, il colpo d’occhio è ottimo ma fa storcere il naso vedere fondali 2D delle isole durante l’esplorazione navale, oltretutto i caricamenti non sono diminuiti rispetto alla versione per old gen e la nuova potenza delle macchine è servita solo a migliorare il frame rate, la definizione e diminuire l’aliasing, che comunque rimane, gli effetti delle tempeste e del fumo invece sono nettamente migliori rispetto alla controparte e contribuiscono a rendere le battaglie navali molto più spettacolari. L’OST è semplicemente fantastica, le musiche sempre azzeccate e in pieno tema piratesco, nota di merito per quelle che fanno da sfondo agli scontri con le navi leggendarie, da brividi. Ottimo anche il doppiaggio che può vantare un Francesco Pannofino in grande spolvero nei panni di Barbanera.

COMMENTO FINALE:
Black Flag è sicuramente un buon titolo, capace di intrattenere con una trama comunque interessante nonostante gli scivoloni nel presente e ad un’ambientazione piratesca riuscita, su PS3 e Xbox360 è un passo avanti rispetto al terzo capitolo in quasi tutte le direzioni, peccato che i problemi storici della saga non siano stati minimamente corretti ed il sistema di combattimento è troppo facile e poco appagante; sulle console di nuova generazione il titolo è il medesimo con qualche miglioria grafica in più, ma, logicamente essendo un porting, non sfrutta minimamente le nuove console; se possedete una PS4 o una Xbox One comunque è da comprare su queste piattaforme per una visione decisamente migliore, consigliato agli amanti della saga e a chi vuole vivere un’avventura piratesca tra rum e cannonate.