domenica 4 gennaio 2015

CoD: Advanced Warfare - Recensione (Multi)


6.5
Buon ritmo della campagna
I sistemi EXO portano un po' di varietà
Feeling sempre ottimo

Il motore grafico è oldgen
Narrativa scialba
Pessimo level design delle mappe

Molti degli sforzi di Activision puntavano,dopo il recente FPS targato Bungie, sul nuovo capito della loro storica saga. A Call of Duty Advanced Warfare spetta il compito di rimodernare la saga andata gradualmente in rovina negli ultimi anni, 3 gli anni di sviluppo, molti i soldi investiti da Activision per gli attori dedicati alla campagna, ma sarà davvero riuscita Sledgehammer Games a segnare un nuovo punto di inizio per questa serie?

"La campagna singleplayer è bell... Ah, no"
La modalità per giocatore singolo di Call of Duty: Advanced Warfare venne presentata come non solo una parte ormai superflua in gran parte degli FPS multiplayer, anzi, è stata publicizzata come una bella,entusiamante e spettacolare storia. Se state pensando che ci siano davvero riusciti,sbagliate di grosso, o perlomeno di gran parte La proposta narrativa a dire la verità è assai intrigante: La storia si apre con Jack Mitchell (il protagonista) che si arruola nei marines con il suo migliore amico, durante una delle loro campagne, quest ultimo rimarrà ucciso ed il protagonista mutilato ad un braccio... Dopo il Funerale Mitchell,congedato per le ferite, verrà fermato dal Sig.Irons:padre del suo defunto amico e presidente di ATLAS (associazione di mercenari privata che nel 2055, epoca nella quale il gioco si svolge, ha assunto un grande potere politico a livello globale), egli gli offrirà una protecy e gli proporrà di arrolarsi e combattere in onore dell' amico caduto. Effettivamente sembra interessante come proposta narrativa, peccato che tutto ciò venga spezzato dopo una manciata di capitoli, dopo i quali si inizia a capire che la narrativa del gioco si basa tutta sulle cats in in Computer grafica realizzate tra un capitolo e un altro, poiché le missioni principali saranno piuttosto lineari se non in quei momenti spettacolari famosi nella seria che però appaiono di nuovo troppo scriptati. Dopo i primi capitoli, inoltre il gioco si dimentica completamente del reale scopo del protagonista, catapultandolo "di nuovo" nella classica storia di un conflitto mondiale in cui lui è l eroe che deve salvare il mondo... Gli elementi sopracitati, la pessima ottimizzazione delle tute exo e la scarsa qualità grafica del motore di gioco, che nella campagna sembra tutto tranne che nuovo, contribuiscono alla dimostrazione che la campagna anche in questo titolo è pressoché superflua, tolte appunto le prime 2-3 ore di gioco (in grado di regalare delle emozioni) delle 7-8 necessarie a completarla, essa rimane vuota,breve,e priva di immedesimazione


"La vecchia e classica modalità co-op"
La modalità sopravvivenza Exo, non è altro, pur troppo o per fortuna (a seconda dei gusti) della classica modalità ad orde famosa nella serie, ma è comunque presente e vale dunque la pena di spenderci su 2 parole: Questa modalità proietta i 4 giocatori in una delle mappe del Multiplayer, iniziando ad inviare ondate di nemici fino ad un massimo stabilto all undicesima ondata alle quali i giocatori dovranno sopravvivere utilizzando classi specifiche e armi che troveranno nelle casse sparse per le mappe, l' unica vera innovazione apportata consiste nell'aver implementato le tute Exo presenti nel Multiplayer, conferendo così una maggiore verticalità delle mappe e nuove possibilità di aggirare ed attaccare le orde di PNG nemici guidati dall IA ebete ma che fanno molto danno Sopravvivenza exo è dunque una modalità divertente da giocare in compagnia in una serata tra amici, ma non brilla di luce propria dando l impressione di rimanere una Chicca inserita a forza nel gioco


"La rivoluzione della saga... Forse"
Arriviamo dunque al cavallo di battaglia di questa produzione: Il multiplayer competitivo Esso è probabilmente il più bilanciato,studiato e meglio riuscito della saga, il gameplay è a dir poco mozzafiato e la buona stabilità dei server e la riduzione del danno per singolo proiettile rispetto a Ghost, rendono il multiplayer di AW godibile,variegato ed aperto a tutti 2 dettagli danno subito all occhio una volta avventuratosi in questa modalità  Il primo è senza dubbio il gameplay, non scherzavo dicendo che è mozzafiato... Esso ripescagli elementi chiave della serie, quali frenesia,fluidità e divertimento e li risistema in modo da ottenere un gioco che si sviluppa in verticale che sembra voler spingere la serie verso una sorta di FPS arena distaccandolo dagli altri Omonimi titoli, tutto ciò è dovuto al Exo Suite, un armatura meccanica situata nella parte dorsale del nostro PG che dona lui abilità fuori dal normale, come compiere balzi enormi e scatti rapidi oltre che ad una forza straordinaria... Pad alla mano il gameplay si mostra in tutto il suo splendore e davvero riesce a stupire offrendo moltissime possibilità di scalata e movimento all interno delle mappe ben strutturate e diversificate tra loro, rimanendo comunque dinamico e frenetico come piace ai fan rimasti fedeli al brend, degno di nota inoltre da questo punto di vista lo stesso lavoro degli sviluppatori di far in modo che le mappe possano essere giocate senza utilizzare le abilità exo così da accontentare anche i vecchi fan affezionati che non apprezzano questa così grande modifica Questo ci porta dunque al secondo, ma non meno importante colpo d occhio che questo titolo offre:la personalizzazione Il titolo infatti ci offre una personalizzazione completa del nostro alter ego virtuale,sia dall aspetto fisico che da quello delle classi e delle armi, queste ultime sono risultate quantitativamente inferiori rispetto lo stadard odierno della serie e degli Fps, ma sono molto variegate ed hanno almeno una caratteristica unica ciascuno in modo da rendere il tutto più bilanciato e funzionale... Pecche di queste modalità sono senza dubbio, purtroppo le solite del brand: Il motore va ormai necessariamente sostituito, si, qui è svecchiato dall implementazione della Exo, ma rimane comunque un motore vecchio di anni e ciò comporta spesso cali di frame, ed una qualità di texture, pulizia, bug-check e qualità di animazioni a dir poco mediocre... il tutto è supportato anche da un sonoro piuttosto anonimo ed infine i server che rimangono ancora non completamente dedicati, e ciò non giova al netcode che in sé non è tra i migliori.


COMMENTO FINALE:
Call of duty Advanced Warfare è interpretabile come una sorta di "promessa" con la quale Activision vuole cercare di attrare a se nuovi player e mantenere l'affetto dei fedeli fan della saga... Questo titolo e dunque solo l inizio di questo nuovo orizzonte, nel quale bisogna andare per tentativi... Purtroppo dunque gli sviluppatori hanno provato di svecchiare il tutto prendendo parti di altre produzioni e cercando di formare un nuovo titolo, ma il risultato è in realtà un mix riuscito discretamente di titoli già visti con una campagna ed una modalità coop fini a se stesse e che dunque non brilla di luce propria.

Assassin's Creed: Unity - Recensione (PS4 - XONE)


7.5

Assassin's creed Unity è l'ultimo capitolo della celebre saga targata Ubisoft, lo stesso gioco che nei gameplay era stato tanto acclamato, per poi dimostrarsi, secondo molti, uno dei peggiori capitoli  della saga, al contempo la stessa Ubisoft sosteneva che questo fosse il miglior titolo che avessero  mai realizzato... Un gran bel gioco dunque, o una profonda delusione?

Trama banale è poco ispirata... Ehm, No!
Gran parte delle critiche che hanno afflitto questo gioco sono riferite alla campagna, definita da molti come banale, mal riuscita e troppo breve. Sotto molti punti di vista la colpa di queste critiche  ricade purtroppo su Ubisoft stessa, e qui parliamo di uno dei pochi veri difetti che questa campagna  possiede, insieme alla caratterizzazione di alcuni personaggi e all'eccessiva confusione che  inizialmente spiazza i giocatori, il grande errore infatti è stato per lo più creare innanzitutto una  campagna che nelle fasi iniziali subisce sbalzi temporali eccessivi che, almeno inizialmente creano  un grande punto interrogativo all'interno di chi la gioca, non solo, mano a mano che si prosegue, un  veterano della saga si accorge che ci sono numerosissimi riferimenti ai capitoli precedenti almeno a  livello concettuale, inoltre parti importanti della trama sono racchiuse in alcuni obiettivi secondari e nelle lettere che il protagonista riceve, entrambi opzionali, dunque insieme ai difetti sopracitati  vanno a creare una trama a dir poco selettiva verso i fan e che risulta quindi banale se non la si  gioca come si deve... Fatto sta che, la trama in sé, è su livelli di eccellenza se compresa come si  deve. 
Partiamo dal concept e dal susseguirsi degli eventi fino ad arrivare al significato ed hai riferimenti sopracitati senza in nessun modo spoilerare alcuna parte di essa: la storia si apre quando il nostro, a quei tempi piccolo, Arno, incontra Elise, una coetanea con la quale instaura un forte legame fin da subito, poco dopo la visione del cadavere di suo padre segna profondamente Arno e da inizio all'incredibilmente complessa storia del titolo, senza entrare troppo nei dettagli, infatti  possiamo dire che, in un certo senso, in circa 15 ore essa narra ben 4 storie diverse: Si rimette in  gioco la secolare guerra nascosta tra assassini e templari che i fan della saga tanto richiedevano, che si lega perfettamente poi alla storia reale di Parigi che avanza insieme alle altre tre in maniera  storicamente impeccabile e precisa, durante tutto ciò è inserita la classica trama di vendetta del  protagonista nei confronti dell'omicida del padre della sua compagna e dulcis in fondo vedremo  svilupparsi insieme a questi fattori quella che è probabilmente la parte migliore della stessa  campagna, la storia d'amore tra Arno ed Elise, essa infatti narra di un amore tanto bello, reciproco e  sincero, quanto terribilmente difficile e compromesso,soprattutto per il fatto che Elise fa parte della fazione che da secoli è in contrasto con quella del protagonista. Lo sviluppo di queste sottotrame ci  porta in fine ad un finale ludicamente e narrativamente magnifico, commovente e ricco dei colpi di  scena ma che purtroppo a seguito dei problemi sopracitati non può essere compreso appieno come il resto della trama. Per fortuna a mettere una pezza qui ci pensa l'ambientazione: Parigi è ricreata nei  minimi dettagli, è viva ed animata fino al midollo a tal punto da non apparire mai scarna o vuota,  perfino i passanti sono ben diversificati ed implementati con l'ambiente che li circonda, lavoro  anche qui da applausi.


Sotto molti punti di vista, è una rivoluzione della serie
La trama di Unity non è stata l'unica cosa che ci ha stupiti, anche conparto tecnico, sonoro e 
gameplay sono apparsi rinnovati e di alta qualità. L'Anvile Next, il nuovo motore grafico di Ubi, fa  la sua sporca figura in tutte le versioni, creando un mondo di gioco vivo, dettagliato e ben animato,  con un numero di passanti e di effetti particellari smisurato, degna di nota anche una innovativa  feature che permette al motore stesso nelle versioni console, non solo di caricare le texture in  progressione secondo l'avanzamento sulla mappa, ma anche di eseguire un downgrade di  risoluzione e di dettaglio nei momenti più densi in modo da evitale ripercussioni sul già  eccessivamente problematico framerate. Il comparto sonoro si è dimostrato molto orecchiabile e  ben inspirato, non dispiace mai essere accompagnati da queste melodie durante la nostra  permanenza a Parigi. Il gameplay si è dimostrato pesantemente modificato in tutti i suoi particolari,  non parliamo però sempre di migliorie, spesso infatti esse possono piacere o meno ad un fan della  saga ma che oggettivamente risolvono gran parte dei problemi che il gameplay ha sempre avuto,  queste stesse modifiche però al contempo appaiono eccessivamente improntate verso  l'ottimizzazione delle modalità online di cui parleremo in seguito. Innanzitutto il sistema di  combattimento tanto criticato è stato ritoccato a dovere, dando a disposizione ai giocatori una singola arma bianca con cui combattere, selezionabile tra varie tipologie ognuna di esse  caratterizzata da caratteristiche, attacchi ed animazioni specifiche, nessuna tipologia è stata  tralasciata sotto questi punti di vista ed il loro bilanciamento è sopraffino, stesso vale per l'elevato  quantitativo di armature tutte esteticamente e statisticamente diverse, che contribuiscono a variare  l'esperienza di combattimento e quella stealth per ogni giocatore, inoltre sono state eliminate le  tanto fastidiose serie di esecuzioni ed i contrattacchi in Quick Time Event, rendendo così i i combattimenti più ardui con il proseguire degli eventi della campagna, anche per merito dei nemici, essi infatti non solo richiedono più colpi per essere abbattuti, ma hanno ricevuto una forte modifica  per quanto riguarda l'I.A, ora molto più aggressiva e che contribuisce a creare un sistema basato sul  tempismo dove ogni errore può rivelarsi fatale; qui entra in gioco la nuova componente stealth,  mutuata senza troppe modifiche da Splinter Cell blacklist ed adattata a questa ambientazione, con  nuovi gadget e perks dedicati, unica pecca è l'I.A. nemica che sembra non aver notato la differenza  dai precedenti capitoli, essi infatti al contrario delle situazioni di combattimento e inseguimento,  mostrano movimenti e pattern ben prevedibili, un udito pessimo ed un campo visivo troppo ristretto che stona un po' con il resto del lavoro effettuato. Buono infine il lavoro svolto nel sistema di Free  Running, ora direzionabile verso il basso o verso l'alto in modo da evitare di saltare su sporgenze  che neanche vedevamo come nei precedenti capitoli della saga, esso vi accompagnerà nelle  numerose ore passate ad esplorare Parigi, piena di obiettivi secondari da svolgere, tra cui enigmi,  omicidi e scalate, anch'essi abbastanza diversificati ed inspirati garantendo non una sorta di Sandbox, ma perlomeno un eccellente longevità al titolo stesso.



Finalmente una modalità online che ha motivo di esistere
In questo capitolo si ha finalmente abbandonato quel multiplayer competitivo senza senso, ripetitivo e mal ottimizzato,supportato e curato dagli sviluppatori per passare ad una modalità a missioni  cooperativa da 2 a 4 giocatori che offre ancora più longevità e divertimento al titolo. L'assassino che plasmeremo durante la storia sarà il medesimo che ci accompagnerà in queste missioni in compagnia, e qui ci si inizia a rendere conto che gran parte delle modifiche apportate al gameplay  sono state applicate proprio per garantire la miglior esperienza possibile in questa modalità senza tralasciare il single-player. Le missioni si differenziano solo in 2 tipologie: Omicidi o Furti,  mantenendo in entrambi i casi lo stesso sviluppo, fortunatamente grazie alle ambientazioni diverse  ed al gameplay strettamente legato alla tipologia di giocatore con il quale giochiamo la ripetitività  non è un problema che incombe, garantendo anzi una certa rigiocabilità alle missioni stesse; il  sistema di personalizzazione crea una sorta di 4 classi nascoste, infatti è presente una schermata di perks di diverse tipologie che donano abilità attive o passive che poi vengono statisticamente potenziate dalle armi e le armature che il nostro assassino porta con se come in qualsivoglia Rpg  cooperativo, il che rende facilmente individuabili queste 4 classi non selezionabili ma appunto  plasmate dallo stesso giocatore in cui possiamo delineare: una classe che punta sull'attributo Furtività che emette meno rumore quando uccide, molto rapida ma che soccombe in combattimento; una che punta sull attributo Corpo a corpo, che equipaggia armi pesanti garantendo una specie di  Ariete per il team in grado di utilizzare particolari attacchi in mischia e resistere agli attacchi corpo  a corpo con robuste armature; un'altra classe che punta sull'attributo Resistenza, che con armilunghe, le quali garantiscono supporto, tenendosi ad una certa distanza ed aiutando il team con abilita curative o sinergiche; infine una classe di cecchino che punta sull'attributo Salute, in modo  da resistere ai proiettili e che equipaggia un fucile per supportare da un tetto la squadra. Abbiamo voluto precisare queste false classi per il semplice motivo che non si deve cercare di creare un assassino tutto fare, poiché esso si troverà in estrema difficoltà in situazioni specifiche, giusto per  darvi un idea, equipaggiando un fucile rimuoverete totalmente l'arma bianca, combattendo poi in  caso di corpo a corpo, con un bastone , contro le affilate lame nemiche e sarete costretti a soccombere. Il bilanciamento, il divertimento e la necessità di cooperare sono tutto ciò che ci si  aspetta da una modalità del genere e Unity ci riesce perfettamente, sommando un sistema di clan e  di ranghi da scalare, con possibilità di promuovere, da parte del leader, i membri di esso,  aumentando dunque la sensazione di trovarsi in una vera confraternita e quindi di conseguenza la  sensazione stessa di immedesimazione nel proprio alter ego.


COMMENTO FINALE:
Non lasciatevi ingannare dal numero che vedete all'inizio di questo articolo, potreste pensare "Ma come, prima accusano altri siti di aver sottovalutato il gioco e poi danno un voto più basso delle medie generali?" È un grosso sbaglio, semplicemente la nostra media ed il nostro sistema di valutazione sono più bassi e critici. un voto del genere per noi rappresenta un ottimo gioco, Unity è tra questi, garantendo una trama, un gameplay, un'ambientazione ed una narrativa di alto livello per gli standard attuali, ma che purtroppo non raggiunge l'eccellenza a causa dei gravi problemi che lo affliggono, sconsigliamo dunque completamente l'acquisto ai non amanti del genere, lo consigliamo invece agli amanti degli action adventure poiché rimane comunque un buon gioco, ne obblighiamo  invece l'acquisto ai veterani della saga, poiché potreste accorgervi che probabilmente questo può  essere uno dei migliori capitoli della saga, l'unico in grado di concorrere se non addirittura superare, la tanto famigerata trilogia di Ezio,ovviamente non di concorrere con tutti e tre i giochicontemporaneamente ma di riuscire nel confronto del migliore da sempre selezionato tra essi:  Assassin's Creed 2. Ubisoft questa volta ha centrato il bersaglio, peccato solo per la trama che non  può essere compresa da tutti ma che, perlomeno, regalerà emozioni uniche ad i fan della saga.

Dragon Age Inquisition - Recensione (Multi)



5.0
Enorme
Il combat sistem diverte abbastanza
Longevo...

...Ma molto ripetitivo
Trama non pervenuta
Personaggi bidimensionali
I potenziamenti alla fortezza sono fuffa
I dialoghi... i dialoghi!!!

La saga di Dragon Age, ha fatto la sua comparsa quasi in sordina nel 2009, con il capitolo Origins, un GDR occidentale vecchio stampo con un mondo di gioco ben ricreato, una trama interessante e un sistema di combattimento tattico e profondo.
Il secondo capitolo, sul quale si riponevano molte speranze, nel tentativo di essere più user friendly, ha finito di scontentare tutti, contenutisticamente povero, con pochissime location e missioni ripetitive fino alla nausea.
Inquisition sarebbe dovuto essere il gioco della rinascita di Bioware, e per molti siti è stato così, inneggiandolo addirittura a GOTY. Diciamo subito che tutte le belle cose che avete visto e letto su DA:I sono delle grandissime fandonie; andiamo a sviscerare insieme questa specie di MMORPG travestito da GDR occidentale.




L’ETA’ DEI DRAGHI
La trama di gioco inizia poco dopo la conclusione del primo capitolo e del secondo capitolo, che, per chi non lo sapesse, si svolgono nel medesimo periodo; il nostro protagonista si ritrova al Concilio dei maghi, supervisionato dalla Divina, come prevedibile le cose non andranno per il verso giusto, si apriranno gli squarci dell’oblio e il nostro eroe è l’unico in grado di chiuderli: questi sono dei portali di congiunzione verso il velo da cui fuoriescono demoni e altre amenità e che minacciano di distruggere il mondo.
Noi dovremo rifondare l’Inquisizione, l’unico ordine capace di riportare alla normalità il mondo, provvedendo poi a sviluppare la base e le relazioni diplomatiche attraverso delle miniquest basilari; espandere la fortezza si rivela inutile, essa non ha ripercussioni né sui macroeventi né su quelli minori, e i (pochi) cambiamenti sono tutti a livello estetico.
La trama si dipana in maniera abbastanza lineare, troppo lineare. Le scelte che in teoria dovrebbero sconvolgere il mondo di gioco sono tutte farlocche tranne un paio e non aiutano a risollevare il coinvolgimento in una trama che sembra scritta col manuale su come scrivere un fantasy di Nonciclopedia. Anche le relazioni con i vari membri del party appaiono piuttosto fredde, un passo indietro rispetto a quanto fatto da Bioware sia nel primo capitolo che nella saga Mass Effect; assurdo poi ridurre a 2 o 3 personaggi tra i membri disponibili le love story, non ci siamo proprio.
L’editor del personaggio permette di scegliere tra quattro razze differenti: Umano, Elfo, Nano e Quanari, ognuna con i bonus e i malus tipici del genere, una volta scelta la razza si provvederà poi a scegliere la classe: Guerriero, Mago, Ladro; niente di nuovo nel panorama dei GDR fantasy insomma.
Le classi sono quantomeno diversificate seppur, come vedremo più avanti, le abilità sono davvero limitate. Vi ritroverete ad usare sempre le stesse per tutto il gioco, in questo senso arrivano le specializzazioni a mitigare il senso di ripetitività, ma anch'esse (tre per classe possibili) aggiungono giusto un'abilità passiva utile e una attiva.
Gli skill tree sono i più semplicistici della storia dei GDR: le abilità attive sono state ridotte rispetto all’Origins, non vi sono incantesimi di cura, alcune abilità passive risultano pressoché inutili; sarebbe stato molto più gradito un albero delle abilità ramificato, in grado di cambiare effettivamente ogni giocata, magari con meno categorie ma molte più abilità e incantesimi peculiari per ogni classe. Invece no, beccatevi 3 abilità attive utili e ritenetevi fortunati.


TEMPLARI E MAGHI
I mondo in cui ci muoveremo sarà dilaniato dalla guerra fra templari e maghi (il nostro inquisitore dovrà scegliere una di queste fazioni in maniera irrevocabile), le aree di gioco sono enormi ma praticamente vuote, le quest secondarie sono l'apoteosi della ripetitività, si riducono a leggere un messaggio di testo, andare nell'area indicata, uccidere i nemici e consegnare o prendere un oggetto. Il 90% di queste missioni è IDENTICO e i pochi NPC che incontrerete avranno lo spessore di una lampadina elettrica. Perlomeno completando alcune di queste si otterranno significativi bonus potendo arruolare gli npc come agenti dell’inquisizione.
Ogni area è molto ben diversificata e il senso di dejà-vu è assente, risolvendo almeno in parte uno dei principali problemi del precedente capitolo, data la loro immensità si potranno esplorare anche a cavallo.
Veniamo al punto centrale del gioco: il gameplay.
Il sistema di combattimento è una via di mezzo fra quello lento e ragionato del primo capitolo e quello più action del secondo; il risultato è un combat system né carne né pesce, anche a difficoltà incubo la visuale tattica si rivela inutile, basta avere un tank, un ladro e due maghi e potrete far fuori qualsiasi nemico.
Come già accennato in precedenza però, i maghi non possiedono incantesimi di guarigione, per curare i personaggi si dispone di una scorta limitata di pozioni, che si riempiranno ogni volta che torneremo in un accampamento dell’inquisizione; questo sistema semplifica eccessivamente alcuni scontri e ne rende altri frustranti: se, ad esempio, per sbaglio si manca una cassa di rifornimenti in un dungeon (sono quasi sempre sul percorso principale, ma alcune capita di mancarle) si avrà parecchia difficoltà a proseguire; francamente questa scelta ci pare priva di senso, visto che il sistema di cura precedente andava più che bene.
Un altro sintomo della volontà del titolo di essere più user friendly si può rivedere nel menù delle tattiche assegnabili all’IA, se nel primo si potevano decidere decine di variabili differenti come ad esempio attivare un’abilità quando si raggiunge una certa soglia di salute, in inquisition si può ordinare quante pozioni far usare ai nostri compagni e quando devono farlo; oppure si può scegliere quali abilità l’IA userà più di frequente, senza però poter scegliere una vera e propria strategia; l’unica è comandare singolarmente ogni personaggio attraverso l’ottima visuale tattica, che permette una visione d’insieme del campo di battaglia. Il passo indietro è innegabile e francamente è frustrante dover constatare che un gioco del 2009 sia più sfaccettato di uno del 2014.





LA LUCE DELL’OBLIO
La grafica è davvero ottima, specie considerando le gigantesche aree di gioco, i caricamenti sono piuttosto brevi e le animazioni fluide, con qualche asset ricilato dai precedenti capitoli. Il motore grafico è il frostbite 2.0 di Dice che restituisce un buon livello di dettaglio, con texture in alta risoluzione e un’illuminazione convincente. Data poi la vastità delle mappe e la densità poligonale, stupisce che durante la nostra prova non ci sia mai stato un calo di frame-rate, nemmeno quando a schermo si mescolavano molte abilità spettacolari contro numerosi nemici. La distruttibilità ambientale, fiore all’occhiello del motore è sfruttata limitatamente solamente negli scontri contro i draghi.
Ottima la direzione artistica che regala ottimi scorci e il level design delle aree, più banale invece, il design dei dungeon, lineari e senza spunti particolari.
Da segnalare la marcata presenza di bug e compenetrazioni poligonali, ma non ci sono problemi che precludono l’avanzamento nel gioco.
Il sonoro alterna musiche epiche ad altre più anonime ma si mantiene su livelli buoni; il doppiaggio, interamente in inglese, è ben fatto.
Ottimi anche gli effetti ambientali con i ruggiti dei draghi che mettono la pelle d’oca.
La longevità è croce e delizia del titolo: le missioni principali sono una manciata e giocando solo quelle si può arrivare ai titoli di coda in sole 8 ore, per aumentare la longevità potrete esplorare gli ambienti e fare la miriade di subquest tutte identiche l'una con l'altra, davvero un grande incentivo alla rigiocabilità; noi ci abbiamo impiegato circa ottanta ore per completare il titolo al cento per cento giocando ad incubo. 




COMMENTO FINALE:
Drago Age Inquisition continua la parabola discendente di Bioware, il gioco è davvero enorme, ma è un contenitore vuoto; ci dispiace, ma non basta riempire le mappe di nemici e missioni tutte identiche fra loro per fare un buon GDR. Solitamente Bioware si distingue per la narrativa, ma purtroppo anche in questo aspetto il titolo è carente: cliché del fantasy più becero e dialoghi e situazioni che sembrano usciti dalla penna di certi "autori" fantasy del belpaese. Sinceramente ci piacerebbe davvero stringere la mano al genio che ha inventato "il gioco" della corte d'Orlais, è tipo la cosa più idiota che sia mai apparsa in un VG, con personaggi che fanno cose a caso perché sì. L’interattività con i compagni non è ai livelli dei precedenti lavori Bioware: le relazioni amorose risultano fin troppo artificiose e poco approfondite, mentre gli effetti delle proprie decisioni sulla trama sono fin troppo semplici, le uniche scelte che cambiano effettivamente qualcosa sono quella di allearsi con i templari o con i maghi, e un’altra in un punto avanzato del gioco che non sveleremo.
Il combat system stesso risente della necessità di adattare il gioco alla più ampia schiera di giocatori possibili: per quanto sia ben fatto e tattico al punto giusto, le limitate possibilità tattiche da assegnare all’IA dei compagni unita alla mancanza di incantesimi di guarigione appiattiscono gli scontri che sarebbero potuti essere decisamente migliori e diversificati.
DA:I è il perfetto esempio di cosa i GDR occidentali siano diventati pur di vendere il più possibile: la trama è stata edulcorata da tutto ciò che avrebbe potuto turbare le giovani menti dei videogiocatori odierni e presenta dei colpi di scena che probabilmente sfigurerebbero anche in "Un posto al sole", il combat system è stato semplificato ulteriormente e il livello di difficoltà abbassato. Il gioco presenta almeno delle belle ambientazioni che da sole risollevano leggermente la valutazione.
Se volete giocare un GDR fantasy fatto come si deve rispolverate la 360 o la PS3 e mettete su Origins, non ve ne pentirete.